Adventure may hurt you, but monotony will kill you: le ultime due settimane.


Sono resuscitata.
Le ultime due settimane mi hanno risucchiata come un'ape con il nettare del fiore; come quelle specie di fantasmi in Harry Potter con le anime o una cosa del genere (non ricordo i nomi esatti, pardon).

Il motivo principale è stata una festa a sorpresa; la prima veramente organizzata nel particolare.
L'hai mai fatto? Io ero abituata a quelle dei miei amici (con noi devi ritenerti felicemente stupito se non te ne si organizza una), costruite tra un messaggio ed una mail.
Questa volta era per i 50 anni di colei che ha (mal) sopportato i miei pianti appena nata, il vomito quando non volevo andare all'asilo, la tristezza perenne alle medie e, adesso, lo sconforto di una figlia senza lavoro.
Era una festa studiata da settimane: fai le lettere giganti per gli indizi che la portino alla festa, vai a prendere le chiavi della sala che invece non ti daranno, fai la spesa per ogni cosa, avverti quell'amica che non hai mai visto con un falso account di facebook, ritorna a prendere le chiavi...
Io e mia sorella, con un enorme aiuto da parte di Lui (devo trovargli un nome per il blog...) abbiamo passato ore ed ore davanti al gas, con le mani immerse in un impasto o nel lavandino.
Nulla di già pronto, niente di confezionato se non qualche sfoglia e le patatine.
Immagina l'ansia di dover preparare una sala in meno di un'ora, e in un'unica giornata cucinare per 30 persone.
E' stata anche una sfida con me stessa: vedere quanto sia in grado di reggere la pressione e nel frattempo andare avanti. Certo, chi mi era attorno rischiava di venire insultato se mi sfiorava, ma ce l'abbiamo fatta; nonostante il frigo avesse deciso di raggiungere temperature polari facendo crepare la torta in cui avevo messo anima e corpo (e ringrazio i miracoli che un cucchiaino e dell'acqua calda possano fare).
Sono fortemente imbarazzata davanti ai complimenti, ma devo ammettere che questa volta li ho apprezzati e gustati uno ad uno.

Queste ultime due settimane però sono state fatte anche di altro: la salute vacillante, l'esame di uno e la visita dell'altro (ma nulla di grave).
C'è stata la prima neve dell'anno e della stagione; è stata soddisfatta la mia voglia di ascoltare quel silenzio, di sentire il rumore della pala sull'asfalto e di osservare i tetti terracotta, in contrasto con la purezza del manto bianco, che ogni volta mi ricordano i colori di alcuni film di Zemeckis.

Ho fatto la turista (letteralmente) all'ombra della Mole.


Sono certa che se ami dove abiti l'avrai fatto anche tu di uscire dalla modalità cittadino che percorre le vie con l'istinto ormai insito in se stesso, e di entrare in quella che si mette in moto normalmente quando si visitano posti nuovi, attivando il radar per scoprire angoli affascinanti e caratteristiche strane.

La fetta di polenta: Via Giulia di Barolo angolo Corso San Maurizio.

Così ho alleggerito la borsa da mettere a tracolla, mi sono trasformata in una cipolla di abiti, e con il naso all'insù e la macchina fotografica al collo sono partita.




E davanti alle montagne dipinte su una tela lapislazzulo, non ho potuto non pensare: "Cavolo, è sempre bella".

Clicca sulla foto per ingrandirla!


Ma al tempo stesso guardo un annuncio che trovo spesso sul sito dell'Informagiovani, e la tentazione di inviare una mail a: "Cercasi camerieri per Londra e Regno Unito con conoscenza dell'inglese elementare" è sempre lì nella mia testa; ma nel mio corpo conviviamo io e la signora Nonhoilcoraggio, che ogni volta mi spinge a cliccare con il mouse sulla x in altro a destra.
Chissà se mi libererò mai di lei...

E per distrarmi c'è stato il balon. E in questo caso valgono quegli slogan che ti fanno notare che fino a quando non visiterai la meta proposta non potrai capire cosa si provi.

Vale doppiamente perchè al balon rimani in una normale città italiana, ma respiri i profumi di Paesi caldi che escono dalle case della vicino Porta Palazzo, e fai viaggi nel passato con vecchi LP o occhiali da sole che sono stati in chissà quali case, tra le mani di chissà quante persone.



Queste due settimane mi hanno sfiancata, ma allo stesso tempo fatta sentire viva.
Ho fatto, ho organizzato, ho aiutato, e nei piccoli ritagli di tempo mi sono dedicata a ciò che amo; senza mai fermarmi un attimo, senza avere il tempo di sedermi annoiata davanti al computer.
Le cose venivano da se, i pensieri dovevano fluire di corsa nella mente senza poter essere analizzati tanto di più; e la giornata scorreva, ritrovandomi la sera con l'agenda in mano per controllare ciò che avevo da fare il giorno dopo.
Ora che l'agenda risulta come il diario di scuola di un 15enne senza voglia di studiare; ora che è tornato quasi tutto come prima ho voglia nuovamente di scadenze, di impegni da incastrare come le parole di un cruciverba.
E ho voglia di partire per un viaggio: sentire i profumi di Paesi caldi e far viaggi nel passato con vecchi LP o occhiali da sole, ma in un luogo dove non mi senta a casa: dove la sensazione iniziale mi faccia essere spaesata e malinconica.
Dopo, tanto, so che cambia tutto. Potrei parlare di innamoramento, ma trovo più adatte le traduzioni francesi o inglesi: tomber amoureux, fall in love.
Non è solo innamorarsi, si tratta proprio di cadere in quella trappola tesa dal fascino dei quartieri diversi da quelli italiani, dall'abbigliamento più libero rispetto a quello italiano. Farsi cullare dal suono così armonioso della lingua francese (almeno per me che l'adoro), o invidiare l'elegante Received Pornunciation inglese.
Una forma di masochismo positiva.

Mi sento un po' come quell'altra Alice, curiosa e bisognosa di sapere cosa vi sia oltre quello specchio: io però non sono in grado di superarlo, e riesco solo ad immaginare quel che possa esserci (o meglio, quel che vorrei ci fosse).

Cercherò di tenermi impegnata con il blog, voglio tentare di impormi delle scadenze e occupare il tempo (lavorare poco può sembrare una pacchia, ma è più una tortura psicologica).
Se ti va poi, mi trovi anche su flickr: che te ne intenda o meno di fotografia, fai un salto anche solo per criticare qualche mia foto!
E da oggi comincio a risparmiare per organizzarmi un viaggio , magari tra 2 o 3 mesi. Londra, Parigi o forse Amsterdam, non so ancora.
Se hai consigli sono tutta orecchie! :)

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