La felicità in una goccia di sangue: estratto di vaniglia - 4 mesi dopo.



Non vuole essere un post progesso, anche se forse risulterà tale.
E' che ultimamente ho notato alcune cose.
Essenzialmente sono due le mie perplessità.
1. mi sembra che le malattie facciano ancora paura.
2. mi sembra che certe persone vedano le suddette sì come qualcosa di grave e triste, ma appartenenti ad un
    mondo lontano dal loro. Della serie "a me non capita".


C'è una parola, in particolare, che incute timore; spesso viene celata dietro a "brutto male", "male incurabile", "grave malattia", "combattere una dura battaglia".
Tutte cose peraltro vere.
Ma perchè CANCRO (ed i suoi affini) fa così paura?
Dammi della pazza, ma ancora oggi, all'alba del 2013, c'è chi ha ancora il timore di dirlo.
Alcuni ricorrono ai sopracitati sinonimi, altri preferiscono proprio non parlarne, alcuni fanno finta che non esista.
O peggio ancora, chi ce l'ha e si vergogna di dirlo.
Per quale motivo?
Questo non vuole essere una critica: lo sarebbe se sapessi quali sono le motivazioni e le trovassi assurde; e anche in quel caso non giudicherei, perchè credo che il denominatore comune sarebbe la paura.
A chi non fa paura?

C'è una cosa che mi sta molto a cuore e che ancora moltissime persone non tengono in considerazione è la donazione del sangue, e va a braccetto con il più famoso tumore del sangue.
Non so quando ne abbia sentito parlare per la prima volta; ma da quel momento mi sono ripromessa di farlo ogni volta che potevo.
Ammetto che mi fa un po' arrabbiare sentir dire: <<Eh ma a me fanno paura gli aghi>>, anche se so benissimo quanto delle paure irrazionali siano difficili da superare.
Quell'ago però non viene utilizzato per un tatuaggio. E' il ponte tra te e un malato: uno dei modi più semplici per dare, anche solo per una giornata, un po' della tua salute a qualcuno chiuso magari in una stanza d'ospedale.
E non solo.
Con le due storie seguenti, non voglio essere strappalacrime, o suscitare compassione; per carità, vogliono solo essere la mia "testimonianza", come quella che puoi raccontare tu o un tuo amico. :)
Di Debora non ho un grande ricordo.
Ho solo in mente due scene: la prima è di quella volta in cui la guardavo sdraiata sulla panchina dell'asilo, davanti agli armadietti. Avevo mia madre piegata di fronte a me che mi metteva le ciabattine, mentre io osservavo Debora che non voleva mangiare il biscotto che sua mamma cercava di darle. So che mi era stato spiegato che stava facendo delle cure molto stancanti.
Ma nella seconda stava meglio, e mentre uscivamo dalla classe gridava a me e alla nostra amica Loredana di aspettarla per andare in cortile a giocare.
E poi c'è lei, e di ricordi ne ho davvero a centinaia.
In entrambi i casi quel sangue non le ha salvate, ma se davvero esiste un'entità superiore, solo lei sa quanto io e molte altre persone siamo grate per quei momenti felici passati insieme.
Nella mia testa non smetterò mai e poi mai di ringraziare quegli eroi che hanno regalato a delle bambine un normale pomeriggio sull'altalena; che hanno permesso a dei nipoti di entrare in una stanza d'ospedale e vedere la propria nonna sorridente, con le sue belle guance lisce finalmente colorite.
Non hanno costumi con il mantello, nè superpoteri, ma coloro che donano il sangue sono eroi ugualmente. Nel loro piccolo cercano di salvare delle vite, e anche se molte volte non è possibile, riescono a fare un bene incommensurabile.

C'è poi uno "slogan": "Da anni vai a dire in giro che sei unico...ed è maledettamente vero".
Eh sì, perchè le probabilità di trovare un donatore di midollo osseo compatibile sono di 1 in 100.000.
E per un malato, il midollo è come il tesoro cercato da tutti i pirati.


Questo post, l'ho già scritto, non vuole essere un post per fare del buonismo o per seguire la scia qualunquista che spesso nasce (soprattutto in tv) nei periodi di campagna.
E' un post scritto guardando l'anno un po' pesante appena passato, ripensando a chi vorrei ci fosse ancora; ed è scaturito dalla paura che ho ultimamente notato, in moltissime persone, davanti alla parola "cancro".
Magari non servirà nulla, magari verrò insultata da qualcuno non d'accordo; ma chissà che qualcuno che non ci aveva mai pensato più di tanto, e che per caso finirà su questa pagina (e avrà voglia di leggersi questa pappardella), proverà ad informarsi.
E magari diventerà un nuovo eroe, donatore di sangue, di midollo o perchè no, di tutti e due.

Se ti interessa (e per chiarire e sfatare falsi miti):
Per donare FIDAS e AVIS.
Dove puoi donare con la FIDAS.
Dove puoi donare con l'AVIS.
L'ADMO per informazioni sulla donazione di midollo osseo.


***
Poco più di quattro mesi fa avevo fatto l'estratto di vaniglia.
Avendo trovato on-line ricette che richiedevano moltissime bacche, notoriamente abbastanza costose, avevo tentato con soli 3 baccelli e 500ml di vodka. 



Mi piace moltissimo perchè trovo che faccia il suo dovere, ovvero aromatizzare (ma va'?) senza coprire o mettere in secondo piano il sapore principale del preparato a cui andrà aggiunto.
La cosa positiva è che ogni volta che invece utilizzerai una bacca (che sia intera o un pezzettino) prelevando i semini interni, potrai buttare la "scorza" dentro alla bottiglietta; in questo modo, quando andrai ad utilizzare l'estratto, basterà aggiungere un po' di vodka.
Così nella tua dispensa non mancherà mai l'aroma di vaniglia (testato!), economico ma ottimo!


Si ringrazia Giada per la gentile concessione delle bacche! :)

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