Di colloqui, uteri e fantasia: uova sode decorate.



In questo periodo di partite fuori casa, e con la Pasqua d'intralcio, non sto lavorando.
Continuo a mandare curriculum qua e là, ma ogni volta che il cellulare inizia a vibrare a ritmo della suoneria acuta, ed il numero risulta sconosciuto, rimango delusa dalle offerte che di lavorativo non hanno nulla.

Nel frattempo mi capita di ripensare ai vari colloqui che ho fatto.
Cosa è andato storto?
Qualunque venditore cerca di esporre la propria merce sotto la miglior luce possibile: pulisce la vetrina, la decora secondo il suo gusto, sistema i prodotti ordinatamente o con un disordine studiato.
Noi venditori di noi stessi facciamo lo stesso: possiamo essere agitati, non del tutto attratti da un lavoro, ma recitiamo e ci mostriamo al meglio.
Ovviamente carta canta, e non sono solo le parole e le apparenze a contare.

Quindi sono giunta a varie conclusioni -vaghe e non per forza sempre valide.
La prima è il curriculum scarno: ho alcune esperienze lavorative, ma tutte nello stesso settore.
Mi sono stati fatti complimenti per essermi data da fare anche con piccole cose, ma leggere "animatrice" o "segretaria", oltretutto per tempi brevi, non stimola l'assunzione.
C'è anche da dire che per alcune persone animatrice è sinonimo di bimbi che profumano di borotalco e giocano a giro giro tondo: un'occupazione priva di responsabilità.
Nel mio primo estate ragazzi sono stata in grado di guardare per un mese trenta bambini, di cui più della metà con problemi comportamentali dovuti a famiglie con una vita travagliata. Da sola, arrivando a fine luglio con un totale di trenta bambini, trecento dita delle mani, trecento dita dei piedi e sessanta occhi.
Ogni parte correttamente attaccata al legittimo proprietario.
Ma capisco di non saper fare un inventario, di non aver neanche la base di contabilità o esperienze minime di anni.
E ora come ora, nessuno può sprecare tempo ad insegnare.
La seconda sono il titolo di studio e le raccomandazioni: per un laureato è difficile trovare lavoro, figuriamoci per una che non l'ha manco finita, l'università.
Il limite del titolo conseguito è però reso nullo dalle raccomandazioni: se tuo zio è amico di un dentista puoi anche diventare sua assistente alla poltrona (per cui non è richiesta la laurea) e dopo tempo effettuare persino procedure odontoiatriche (per cui è richiesta la laurea).
Davanti alle raccomandazioni non ci sono limiti!
La terza è che sono in età fertile: e una ragazza che potrebbe dover andare in maternità è meglio evitarla.
Ad un colloquio mi avevano persino fatto compilare un modulo in cui mi richiedevano se ero nubile o nubile e single.
Ed è inutile dire che non sono neppure certa di volere dei figli - già grazie se riesco a seguire me stessa: un corpo dotato di utero e ovaie spaventa qualunque datore.
La quarta sono i propri interessi: dimmi cosa fai nel tempo libero e deciderò se prenderti!
Mio padre aveva criticato alcune cose scritte nel mio curriculum: <<Ti fanno apparire troppo sognatrice>>.
L'ho ignorato.
Con il senno di poi avrei capito che non aveva poi tanto torto.
Alcune persone, in particolare quelle più pragmatiche, non capiscono il senso di certi passatempi.
<<Se ti piace scrivere perchè non punti all'editoria? Qui cerchiamo persone che svolgano semplicemente i compiti assegnati>>.
Ovviamente la risposta veritiera non poteva essere data; sarebbe suonato un po' male: <<Lo so, non sono portata per il lavoro metodico della commessa in un negozio o la segretaria in un ufficio, ma è più probabile che io trovi qualcosa così che come scrittrice>>.

Questa cosa mi infastidisce: puoi non andare bene per la poca esperienza, puoi non piacere perché non hai la laurea, ma non puoi non essere adatto perché riempi il tuo tempo libero.
Sono convinta che chi non ha passatempi o interessi sia meno sveglio di chi ne ha: praticando sport, cucinando, scrivendo, disegnando, cercando informazioni su un dato argomento, si mantiene la mente attiva, è innegabile.
Più usi il tuo estro, più la mente sarà in continuo esercizio.
Sorge spontanea la domanda: perchè dev'essere una cosa negativa?
Perchè in Italia il lavoro dev'essere ancora improntato solo sulle "azioni meccaniche"? 
Perchè per ottenere un lavoro si deve uccidere la fantasia?


***
Per rimanere in tema ecco una cosa più che semplice, da preparare per un pic-nic di Pasqua o Pasquetta.
Credo che la decorazione delle uova sia nata con l'invenzione del fuoco;  :D non le coloravi anche tu, alla materna o alle elementari, per poi portarle a casa fiero del tuo lavoro, obbligando ad esporle manco fossero delle Fabergè?
Sono semplici uova sode, con il guscio decorato: se hai la fortuna di poter passare lunedì in un prato di montagna, scaldato da un bel sole, solo un'idea carina per presentarle.
E se hai un bambino, sai a chi far fare tutto il lavoro!

Ingredienti e materiali
- uova
- acqua
- colorante alimentare
- aceto di vino bianco
- etichette per quaderni

Non scriverò il procedimento per cuocere le uova visto che ognuno ha la sua "tecnica" (io le metto nell'acqua a temperatura ambiente, ma c'è chi le immerge quando bolle già).


Per decorarle, invece, prendi le etichette per i libri, quelle rettangolari su cui scrivevi il nome e la materia quando andavi a scuola (io ne ho ancora quintali): disegna sopra dei pallini di circa 7-8mm di diametro, ritagliali e incollali (falli aderire bene o il colorante passerà sotto i bordi - come mi è successo con quello sfumato della foto, facendolo di fretta) sulla superficie dell'uovo sodo, asciutta.
Prendi un bicchiere, riempilo per 2/3 d'acqua e aggiungi 1 cucchiaio di aceto e due di colorante alimentare.


Dopo aver miscelato, immergi l'uovo e lascialo per circa 1 minuto, o in base alla gradazione di colore che desideri.
Quando avrai raggiunto la tonalità giusta, toglilo, asciugalo con un po' di carta ed elimina i pallini.



Alcune note
Le uova migliori da utilizzare sono quelle bianche: i colori, infatti, si vedranno meglio (per quella verde avevo in realtà usato l'azzurro).
Puoi usare i coloranti che vuoi: quelli liquidi ovviamente si reperiscono più facilmente e vanno benissimo per questo utilizzo.
Oltre ai pallini puoi fare dei cuori, o utilizzare degli elastici di gomma da girare attorno all'uovo per ottenere delle linee.
Se vuoi l'effetto sfumato basterà immergere l'uovo gradualmente: in questo modo la prima parte sarà più carica dell'ultima; e se non vuoi la linea netta, ti consiglio di muovere leggermente su è giù l'uovo in modo che il guscio assorba il colore in maniera graduale.

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