Sfigata sì, ma anni fa: frittelle di patate all'ebraica.


Abito vicino ad una scuola media, la quale non è altro che la scuola in cui ho passato i tre anni più brutti della mia vita.
Ogni giorno vedo passare ragazzini di 12-13 anni, e mi capita qualche volta di osservarli: noti subito qual è il fighetto, lo sportivo, o quello con pochi amici; e ripenso a quando li avevo io, 12 o 13 anni.
Io ero la sfigata.
L'identikit dello sfigato è quasi sempre fisso: ha solo un paio di amici, viene preso in giro (alle spalle) dai compagni, di conseguenza non esce con i suoi coetanei, e rimanere chiuso in casa a leggere è la soluzione migliore.
Cèlo.
Celò.
Cèlo.
Cèlo.
La sfigata ero esattamente io.

Mi era stato fatto un taglio alla Paola Barale, ma come dice l'amico Artista, su di me risultava più come quello di Taylor Hanson. Ma più disordinati.
Avevo il classico facciotto gonfio da preadolescente, e pensavo che con vestiti taglia Eminem, sarei passata inosservata (della seria comefarsinotareancoradipiù).
Per non parlare delle figure indescrivibili che facevo nell'ora di educazione fisica, scivolando sulla pertica nel tentativo di alzarmi anche solo di mezzo metro da terra.
Le mie compagne, invece, erano diverse: si truccavano, uscivano il pomeriggio per farsi bagnare la maglietta al toret dei giardini, sventolavano gli assorbenti con gran vanto.
E non importa se con l'ombretto azzurro sembravano uscite dal video di Girls just wanna have fun, o se una volta al mese fossero tremendamente ridicole per l'entusiasmo di fronte a quelle cose che qualunque donna non può che odiare.
Loro stavano bene; io mi sentivo come si dovrebbe sentire Justin Bieber paragonato ai Beatles.

E l'ho tirata ancora per le lunghe eh!
Ho avuto il periodo total black, il sopracitato da taglia L alla rapper, ed i capelli avevano la lunghezza di Samara con il taglio di Ozzy Osburne.
Poi sono naturalmente tornata alla mia magrezza, e guarda un po', le cose femminili non mi dispiacevano affatto.
Da un giorno all'altro sono diventata una persona diversa, e sebbene ogni tanto abbia dei crolli di autostima, alla fine non posso (nè dovrei) lamentarmi.

Oggi guardavo una ragazzina che tornava a scuola per il rientro: i capelli biondo cenere, la pelle pallida, e uno sguardo velato da un po' di tristezza. Teneva in mano una grossa cartellina - come quella che usavo io per educazione tecnica- e camminava osservando l'asfalto sotto i suoi piedi.
E' stata superata da altre tre ragazzine più alte di lei, che l'hanno salutata frettolosamente, continuando il loro discorso fatto di intercalari a base di parolacce.
In quel momento avrei voluto dirle di essere felice, perchè quella situazione non durerà per sempre.
Tra qualche anno scoprirà la fine che hanno fatto il 99% delle sue compagne: vedrà che la figaggine di allora è andata scemando non di poco, contrariamente alla furbizia rimasta tale e quale a quella adolescenziale.
Forse non sarà giusto, e un po' la renderà immatura, ma si toglierà un bello sfizio nel sorridere davanti all'evidenza che se si deve essere sfigati, è meglio esserlo a 12.
Parola di (ex) sfigata :)

***
Frittelle rubate da "Le ricette degli altri", di Allan Bay. Mi hanno attirato perchè sono semplici e ci vogliono pochissimi ingredienti. Nel suo procedimento fa bollire le patate già sbucciate, io invece le pelo dopo perchè sono convinta che assorbano davvero troppa acqua.
Certo, la frittura non farà bene al mio colesterolo, ma una volta ogni tanto si può, no?

Ingredienti
- 1 Kg di patate
- 2 uova
- 2 cucchiai di farina
- 1 pizzico di sale
- 1 macinata di pepe
- olio q.b.

Prendi 1/3 delle patate e mettile in una pentola piena d'acqua. Accendi il gas e falle bollire, finchè aiutandoti con la forchetta non le sentirai morbide.


Nel frattempo pela quelle restanti e grattugiale con i "denti" più grandi.
Quando le patate bollite saranno pronte, sbucciale e uniscile a quelle crude, lasciando che si raffreddino un po'.


Unisci quindi le due uova leggermente sbattute, la farina, il sale ed il pepe.
Mescola bene (io l'ho fatto con le mani, ed è pure piacevole!)
A questo punto prendi una padella, aggiungi circa un dito d'olio e accendi il gas.
Lascia scaldare per bene, dopodichè, fai cadere all'interno delle cucchiaiate di impasto. Schiacciale leggermente, cercando di conferire una forma tondeggiante.
Fai cuocere 2 o 3 minuti o fino a quando vedrai la base dorata, alchè con una forchetta o paletta, gira dall'altro lato.
Mettile poi su della carta da cucina chè assorba l'olio in eccesso, sala appena la superficie e servile ancora bollenti.





Alcune note
Il tipo di patate non è specificato. Io ho usato una rete con la concisissima scritta: PATATE.
Anche la grandezza delle uova non era specificata e ho utilizzato quelle medie/piccole.
Inutile dirlo, anche l'olio è indifferente; io ho usato l'extravergine d'oliva.
Lo spessore della frittella penso vada a gusti: se ti piacciono più croccanti falle sottili, altrimenti falle alte circa 1cm per un ripieno morbido.
Bay consiglia di servirle e mangiarle subito, ancora calde, pena un fritto pesante. Sarà che non abbiamo un palato sopraffino, ma le abbiamo trovate buone anche da fredde: sicuramente non è stata la mia (in)capacità nel friggere!


Etichette: , , , , , , , , , , , ,