Le Langhe

Monviso al tramonto
A volte viviamo dei legami inspiegabili.
Una via di mezzo tra déjà vu e sensazione impalpabile, come di una vita passata, con luoghi a cui apparentemente non siamo collegati.
Ti capita mai? A me succede spesso.
Con persone, posti, odori. A pelle.
Mi succede con Pavese.
E con la sua terra: le Langhe.

Prima di arrivarci la macchina procede su autostrade pianeggianti, tra campi osservati dal Monviso e pascoli verdi.
Poi i pendii si alzano, i prati crescono in filari; lo sguardo si allunga su un susseguirsi di colline e l'auto ti culla scivolando per le strade che si fanno piccole.
Un elenco di piaceri che non può non preannunciare qualcosa di bello.

Le Langhe Alba e Barolo

Passeggiare per le Langhe, ad esempio.
Si guida poco, perchè gli occhi vengono subito conquistati dai colori della campagna.
L'ultima volta è stato semplice innamorarsi: il tramonto non lascia mai scampo.
Il piccolo paese di Barolo, padre dell'omonimo vino DOCG, ci ha accolti nel luminoso silenzio di un tardo pomeriggio di fine dicembre, quando i campi sembravano protetti da un filtro aranciato.

Le Langhe Alba e Barolo
Qui si trova il Castello dei Marchesi Faletti, che ospitò addirittura Silvio Pellicco, amico e responsabile di biblioteca della famiglia; oltre ad essere visitabile è anche la sede del WIMU, il wine museum: un percorso che parte dalla terrazza panoramica fino a scendere nel gusto delle cantine.
Durante la mia gita era chiuso, ma conto di rimediare questa primavera!

Le Langhe Alba e Barolo
Nella strada che va da Barolo ad Alba invece ci siamo fermati per un tuffo in quello che è stato un dei tramonti più belli che abbia mai visto. Nessuna foto renderà mai i colori disegnati sulla tela gigante dell'orizzonte.

Panoramica langhe alba roero
In quel momento il mio legame con le Langhe si è fatto sentire: un'esplosione di amore e malinconia; un conflitto di sensazioni così forti e diverse, placato dal panorama che toglie il fiato.
Sarà il Monviso nudo nel suo ambiente, e non rivestito dai palazzi torinesi che scoprono solo la sua cima; sarà il silenzio che riempie l'aria e il senso di libertà che ti riempie dentro; ma l'effetto di questa zona del Piemonte mi crea sempre una centrifuga di emozioni.

Le Langhe Alba e Barolo

Ma si può parlare di Langhe e non di enogastronomia (uno di quei legami indissolubili di cui scrivevo qui)?
Alba -seconda città della provincia di Cuneo- ci ha accolti nella patria dell'imbattibile tartufo.
Dopo una breve passeggiata nel centro storico, non potendoci permettere il ristorante Piazza Duomo (3 stelle Michelin), abbiamo cenato in un più economico consigliato da un'amica del posto: il Museum Hostaria.
Non farti ingannare dal "più economico": la qualità dei prodotti e la bontà dei piatti me li porto ancora chiusi nella mente (ed è meglio che non li riapra o la voglia di fonduta e tartufo potrebbe presentarsi al mio stomaco).
Ovviamente i prezzi non sono quelli del pub sotto casa, ma se ci si vuole concedere una buona cena qui si va sul sicuro; inutile dire che ti sapranno consigliare i vini migliori!
Ovviamente se sei ad Alba e hai voglia di un dolce puoi fermarti in una qualsiasi panetteria negozio gastronomico per acquistare qualche specialità a base della tonda gentile: baci di dama e torte di nocciole IGP che ti faranno schiacciare il naso contro le vetrine (prima di correre dentro).

Scoprire le Langhe è un'esperienza multisensoriale: sapori, profumi, colori difficili da paragonare con altri paesaggi.
E' una regione in cui ritrovare i racconti di Pavese, in cui abbandonarsi ai piaceri dei prodotti tipici; vacanza lunga o fine settimana romantico, non importa.
Sono le Langhe.

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