Salone del Gusto e Terra Madre 2016 (e un piccolo inno a Torino).

Espositore al Salone del gusto 2016
Ho scoperto il Salone del gusto e Terra madre 3 edizioni fa (qui la precedente del 2014), quando il biglietto costava un rene (ho i reni economici) e gli stand erano ordinati tra le mura del Lingotto.
Poi è arrivato quest'anno, è hanno deciso di renderlo più accessibile a tutti; "Facciamolo in giro per la città", si saran detti, "Inondiamo di bancarelle il centro".
Ah ma un attimo, sai di cosa sto parlando? In caso contrario ti dico che il Salone del gusto e Terra madre sono un salone (se non ci fossi arrivato da solo), o meglio una fiera enogastronomica a cadenza biennale, organizzata da Slow Food che riunisce diversi produttori di tutta Italia (per il Salone del gusto) e di tutto il mondo (per Terra Madre), con lo scopo di far conoscere i prodotti dei rispettivi territori, con vendita degli stessi e conferenze, panel e incontri.
A questo punto dovrei iniziare a tessere le lodi della manifestazione, scrivere quanto sia stato emozionante passeggiare tra finlandesi, armeni e somali, e avere la possibilità di assaggiare del pane dell'Alta Murgia e del Castelmagno d'alpeggio facendo pochi metri a piedi.
Ed è così. Ma questo Salone è stato più una scusa per ricongiungermi con Torino, dopo mesi di trasferte padovane (puoi leggerne qui e qui) e vacanze in Calabria.
Aglio rosso di Nubia al Salone del gusto 2016
Parto col dire che la manifestazione ha davvero assediato moltissime aree della città, rendendo quasi impossibile la visita di ogni sua parte. La zona di Piazza San Carlo, Via Roma, Piazza Castello, Via Po e Piazzale Valdo Fusi è stata quella che ha attirato meno la mia attenzione, vuoi per la dispersione, vuoi perchè era ora di pranzo, ero nel paradiso per cultori di salumi e formaggi, e sono una vegetariana che non può quasi toccare latticini.

Vista del lungo Po da Corso Casale a Torino
Spostiamoci quindi nel cuore della manifestazione, al Parco del Valentino, sulle rive del Po.
L'intera area era disseminata di stand bianchi che accompagnavano la passeggiata in giro per il mondo, e il fiume di gente all'assalto di domenica pomeriggio rendeva quasi impossibile l'approdo alle bancarelle - tuttavia, con gomiti alti e tanto coraggio si poteva dare un'occhiata.
Salone del gusto e Terra Madre davanti al Castello del Valentino
Ma come nelle sere d'estate, quando un pezzo d'anguria caduto a terra viene preso di mira dalle formiche, anche in una giornata tersa e tiepida di inizio autunno le manifestazioni enogastronomiche (gratuite) vengono invase da gente disinteressata con lo stomaco aperto ad accogliere ogni assaggino esposto su taglieri di legno. Per questo non mi sono stupita davanti agli impavidi disposti a trascinare gagni cinquenni, il cui pianto saliva acuto dalla folla. Non mi sono stupita, ma infastidita sì.
A parte questi avvoltoi da scrocco, il Valentino ha saputo dare il meglio di sè, conquistandomi come ogni volta: il cielo cristallino, bottiglie di (buon) vino stappate su un prato come tappeto, panini, musica, e scoiattoli amichevoli anche se un po' opportunisti (ma si vendono facilmente per una noce).
Scoiattolo al Parco del Valentino a Torino
La cornice di questo Salone credo abbia giocato la sua parte: non più muri di cemento armato ma alberi e centro storico. E poi c'è la manifestazione vera e propria, perchè quante volte ti capita che il vociare di un filippino si confonda con quello di un sardo? 
Bottiglie di vino, Chinotto Lurisia e Slow Food

Questa edizione del Salone del Gusto e Terra Madre 2016 ha portato la bella filosofia di quelle passate in un contesto più gradevole, ricordandomi e (mi auguro) rispecchiando al meglio la vera anima di Torino: elegante, rinnovata e multiculturale. 

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